II Corso di Laurea Magistrale in Architettura per Comunità, Territori e Ambiente (classe LM-4 delle lauree magistrali) ha la finalità di formare una figura di alta qualificazione professionale in grado di comprendere, gestire e controllare le strategie e i processi di progettazione e attuazione dell’architettura finalizzati all’innovazione sociale e alla transizione ecologica, alla trasformazione dell’ambiente naturale e costruito, nell’ambito delle competenze riconosciute all’architetto, tra cui un ruolo centrale hanno la capacità di ascolto, comprensione e traduzione dei bisogni espressi dalla collettività, dei mutamenti sociali e culturali in atto, secondo un approccio centrato sull’uomo e sull’ambiente (human-environment-centred). Il CdL forma un laureato magistrale capace di configurare, a tutte le scale del progetto, l’habitat rispondente alle esigenze umane, sostenibile e adeguato alle risorse disponibili, anche in condizioni di emergenza, di assumere un ruolo strategico nell’organizzazione e direzione di processi di valorizzazione e implementazione siano essi permanenti che temporanei. Il livello di internazionalizzazione e di conoscenza alla base della formazione permette di coordinare e partecipare a raggruppamenti multidisciplinari operanti nel campo della progettazione architettonica e urbana, nella partecipazione, realizzazione e gestione dei processi trasformativi dell’ambiente naturale e costruito, del paesaggio e dell’interno abitabile, degli oggetti e dei dispositivi, in qualità di esperto sensibile agli aspetti energetici, economici e sociali, alla cooperazione, allo sviluppo e alla solidarietà
Il CdS ACTA ha attivato con l’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris-Malaquais un percorso formativo a scelta dello studente finalizzato al rilascio del doppio titolo universitario di Diplome d’Etat d’Architecte francais e di Laurea Magistrale in Architettura per comunità, territori e ambiente presso l’UNINA. Ciascuna istituzione ospita un numero massimo di 5 studenti per anno accademico proveniente dall’Università partner. Gli studenti iscritti a tale programma devono convalidare due semestri nella loro Università di provenienza e due nell’Università partner, e frequentare in mobilità gli stessi corsi e sostenere gli stessi esami degli studenti iscritti dell’Università partner. Dopo aver discusso la Tesi in entrambe le Università, lo studente partecipante al progetto potrà essere proclamato laureato in ciascuna delle due Istituzioni rispettivamente con i seguenti titoli: Architecte Diplomé d’Etat (ADE) e Dottore in Architettura. Alla conclusione del percorso il laureato con Doppio titolo potrà sostenere l’esame di stato per l’abilitazione e iscriversi agli Albi professionali di entrambi i Paesi. (Scopri di più nella sezione al Doppio Titolo)
Cosa si Studia
Il percorso formativo del laureato in Architettura pe Comunità Territori e Ambiente include:
a) discipline caratterizzanti, finalizzate a fornire le conoscenze e gli elementi metodologico operativi delle competenze e delle conoscenze fondanti dell’architettura quali: la composizione architettonica e urbana, la storia dell’architettura, la scienza e la tecnica delle costruzioni, l’estimo, l’urbanistica, il disegno, il restauro, la fisica tecnica, a tecnologia dell’architettura, il diritto amministrativo e ambientale;
b) discipline affini o integrative, finalizzate all’indispensabile completamento delle competenze e delle conoscenze quali: l’architettura degli interni e allestimento, il disegno industriale, l’architettura del paesaggio.
Lo studente ha inoltre la possibilità di scegliere ulteriori insegnamenti attraverso la selezione autonoma delle attività a scelta, oltre a ulteriori attività per approfondire tematiche emergenti relativamente al profilo in formazione.
Il Corso è organizzato in corsi monodisciplinari e laboratori semestrali, composti da due o tre discipline caratterizzanti e/o affini integrative.
Il CdS prevede 12 esami comprensivi dell’esame finale, suddivisi in quattro semestri tematici – comunità, sostenibilità, inclusione, attuazione e processo; nel secondo semestre del 2° anno è previsto il tirocinio; nell’ambito dei due anni sono previste delle attività a scelta.
Delle 12 prove di esame, 6 sono costituite da laboratori integrati da due discipline, 1 da un laboratorio tematico composto da tre discipline, 3 corsi monodisciplinari, 1 Esame a scelta e 1 Prova finale.
Le 12 prove di esame previste dal CdS determinano un equilibrio tra attività̀ teoriche e pratico-applicative e laboratoriali nei diversi ambiti.
I Laboratori costituiscono lo strumento didattico di base della formazione del CdS.
I laboratori previsti sono: Laboratorio patrimoni e contesti (ICAR/19 6CFU e ICAR/15 4CFU), Laboratorio architettura e città circolare e inclusiva (ICAR/14 8 CFU e ICAR/22 4 CFU),
Laboratorio territori della contemporaneità̀ (ICAR/21 6CFU, IUS/10 4CFU), Laboratorio Tematico (costituito da tre discipline, ciascuna di 6CFU).
Le attività̀ laboratoriali interdisciplinari previste dal CdS concorrono alla costruzione di una figura di alta qualificazione professionale, in grado di comprendere, gestire e controllare le strategie e i processi di progettazione e attuazione dell’architettura finalizzati all’innovazione sociale e alla transizione ecologica, alla trasformazione dell’ambiente naturale e costruito, nell’ambito delle competenze riconosciute all’architetto.
Dove si Studia
Le sedi del Dipartimento di Architettura sono tutte ubicate nel centro storico della città di Napoli, patrimonio UNESCO. Gli ambienti di studio e di lavoro sono collaborativi, creativi e tecnologicamente infrastrutturati grazie al supporto delle risorse logistiche e culturali (biblioteche, laboratori e spazi studio), in continuo dialogo con l’architettura della città.
Palazzo Gravina
Via Monteoliveto, 3 – 80134 Napoli
La sede storica del Dipartimento ospita la Biblioteca di Area Architettura, la Biblioteca “Roberto Pane”, il Centro sull’Iconografia della Città Europea, aule e uffici dell’Area Didattica della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. L’edificio fu commissionato da Ferdinando Orsini (1513-49) su progetto di Gabriele d’Agnolo. Era formato da tre blocchi edilizi articolati intorno a una corte rettangolare, e sul quarto lato un corpo basso contiguo alle aree verdi del monastero di Santa Chiara. Fu Mario Gioffredo a completare il quarto lato nel 1762. Alla fine del Settecento iniziò per l’edificio una fase di degrado: danneggiato durante i moti rivoluzionari del 1848 e infine acquistato dal Governo napoletano, dal 1856 dopo importanti restauri ospitò vari uffici pubblici, fra cui quelli le Poste e il Ministero delle Finanze. Vero palinsesto di stagioni architettoniche e culture del restauro diverse, palazzo Gravina presenta oggi un’integrità tutta apparente, risultato di molteplici trasformazioni fino al 1936, quando divenne sede della Facoltà di Architettura e subì l’ultimo intervento generale di restauro.
Il Complesso dello Spirito Santo
Via Toledo, 402 – 80134 Napoli
Via Forno Vecchio, 36 – 80134 Napoli
Il complesso ospita la maggior parte degli spazi del Dipartimento: aule per la didattica e la ricerca, studi di docenti e ricercatori, la Segreteria Studenti, la Biblioteca “Marcello Canino”, il Centro Interdipartimentale L.U.P.T., il Centro “Alberto Calza Bini” e il Centro Interdipartimentale di ricerca per i Beni Architettonici e ambientali e per la Progettazione Urbana (BAP). Sul sito insistevano in origine tre corpi di fabbrica realizzati dalla Confraternita dello Spirito Santo: la chiesa, iniziata nel 1564; il Conservatorio, probabilmente strutturato in due edifici con cortile per ospitare le fanciulle povere e le figlie delle prostitute; il Banco, nato nel 1590 come cassa di deposito, destinato a divenire uno dei maggiori istituti bancari napoletani. Il complesso subì significative trasformazioni tra il Sei e il Settecento, ma l’intervento più radicale fu condotto da Marcello Canino per il proprietario Banco di Napoli (1965-74). Il complesso fu infatti demolito e ricostruito con la stessa volumetria: il corpo di fabbrica su via Toledo fu costruito imitando l’antico e inglobando il settecentesco portale di piperno.
Palazzo Latilla
Via Tarsia, 31 – 80135 Napoli
L’edificio ospita spazi per la didattica, il MAED-Materioteca per l’Architettura e il Design, il Centro CITTAM e il Centro Urban/Eco e il Laboratorio HABIT (Dipartimento di eccellenza). Il palazzo fa parte di un complesso di tre “case palaziate” costruite da Mario Gioffredo per il consigliere Latilla a partire da un edificio preesistente (1758-61). Dei tre moduli eseguiti, che si presentano come un unico volume edilizio dotato di tre ingressi, solo il primo ospitò l’abitazione del committente, mentre gli altri furono adibiti a case d’affitto. Dal punto di vista planimetrico, l’edificio presenta la sequenza tipica dell’edilizia settecentesca partenopea, costituita da ingresso, cortile e scala aperta disposta sulla parete di fondo. La facciata risulta scandita da trabeazioni marcapiano e lesene e fa diffusamente ricorso al piperno grigio, utilizzato anche per gli archi delle botteghe, e all’intonaco rosso.
Chiesa dei SS. Demetrio e Bonifacio
Piazzetta Teodoro Monticelli – 80134 Napoli
L’edificio ospita mostre temporanee e eventi culturali. La chiesa fu costruita dai padri somaschi su progetto di Giovan Battista Nauclerio (1706-25) a seguito dell’acquisizione di alcuni lotti preesistenti. Presenta un impianto a croce greca sormontato da una cupola senza tamburo. L’odierna facciata, risultato dell’apertura della piazzetta Teodoro Monticelli nel 1729, è caratterizzata da un semplice portale con edicola. All’inizio dell’Ottocento, a causa della soppressione degli ordini religiosi, la chiesa fu chiusa al culto e destinata a nuovi usi: dapprima sede di una congregazione di studenti (1821), poi dell’Arciconfraternita della Visitazione (1907) e infine abbandonata a un lento degrado, la chiesa subì poi un profondo restauro terminato nel 1987.
Come si Accede
Per l’ammissione al corso di laurea magistrale, occorre essere in possesso, di una Laurea di I livello in classe 4 e in classe L 17 – Scienze dell’Architettura ovvero di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo conseguito all’estero, riconosciuto idoneo in cui si siano adempiute quelle attività formative che caratterizzano la classe 4 e L-17.
Eventuali integrazioni curriculari in termini di crediti formativi universitari devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale (D.M. 16/03/2007, Art. 6 cc. 1 e 2):
Le iscrizioni al primo anno dei corsi di laurea magistrali (durata biennale) potranno essere effettuate, senza altre condizioni, entro il termine del 31 dicembre.
Gli studenti che non conseguono il titolo finale triennale in L17 entro il mese di dicembre, o che non effettuino l’iscrizione entro tale mese, potranno iscriversi al corso di laurea magistrale (biennale) ACTA entro il 31 marzo di ogni anno accademico solo se abbiano conseguito, entro lo stesso termine, tra 6 e 12 CFU relativi ad esami di profitto previsti per il primo semestre del corso di laurea magistrale ACTA.
